Nicola Borzi: Se non ti occupi della tua pensione, la tua pensione comunque si occuperà di te. Manda a casa chi ha distrutto l’Inpgi

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Nicola Borzi

di Nicola Borzicandidato in Lombardia di Inpgi-La Svolta

Care colleghe, cari colleghi,

il 22, 23 e 24 febbraio con il voto elettronico, il 27 e 28 febbraio ai seggi si rinnoveranno il Consiglio generale della gestione principale dell’Inpgi e il Comitato amministratore della gestione separata (Inpgi/2) per il quadriennio 2016-2020.

In questi anni l’Istituto che eroga le nostre pensioni e l’assistenza ai colleghi in situazioni di crisi è stato devastato: negli ultimi anni le uscite per le pensioni superano di 100 milioni le entrate. L’Inpgi non è stato devastato solo dalla crisi dell’editoria, come vorrebbe farvi credere la maggioranza uscente che per anni ha sgovernato le pensioni dei giornalisti italiani, ha sostenuto il presidente Camporese e continua a sostenerlo nonostante la richiesta di rinvio a giudizio per l’affaire Sopaf – Fondo Immobili Pubblici.

L’Inpgi è stato devastato soprattutto dai legami inconfessabili con la Fnsi, che finanzia ogni anno per milioni di euro – grazie a quelle elargizioni chi presiede l’Inpgi e è il vero dominus del sindacato – e dalla subalternità alla Fieg, finanziata anch’essa (come dimostrano i prestiti dell’Inpgi agli editori, elargiti con i versamenti dei giornalisti!) perché le aziende editoriali paghino la “ex fissa” ai colleghi in uscita.

L’Inpgi è stato devastato da alcuni amministratori senza competenze che troppo spesso si sono spogliati del dovere di amministrare consapevolmente per ridurre il proprio ruolo a quello di volenterosi votanti delle proposte di Camporese, da un presidente che ha esorbitato alle sue funzioni svuotando e stravolgendo le regole di governance dell’Istituto e ha varato riforme irrealizzabili e dannose, non a caso ancora oggi bloccate dal Governo, dall’acquiescenza di alcuni sindaci che non hanno voluto vedere e non hanno voluto fare domande.

L’Inpgi, care colleghe e cari colleghi, è in una crisi pesantissima: occorre fare di tutto per mettere in sicurezza le pensioni dei giornalisti italiani.

Il primo passo per mettere in sicurezza l’Inpgi è MANDARE A CASA la maggioranza che lo ha governato per troppi anni riducendolo in queste condizioni.

Per questo mi candido in Lombardia al Consiglio generale dell’Istituto con gli altri candidati della lista Inpgi-La Svolta.

LE MIE PROPOSTE

La mia candidatura per l’INPGI non è mirata solo a fare luce su quanto ritengo non abbia funzionato e non funzioni nell’Istituto. Anzi, questa è solo la parte minore del mio interesse. Voglio portare un contributo di idee. Ne elenco cinque, le stesse di quattro anni fa:

1 BASTA CON IL CONSOCIATIVISMO

Il conflitto di interesse dei sindacati di ogni colore con l’Inpgi e con gli editori sulla gestione degli stati di crisi (decine e decine solo negli ultimi anni) non ha visto il presidente Camporese prendere posizioni di rottura, come avrebbe dovuto fare nell’interesse dell’INPGI e di tutti i suoi assistiti. Occorre rimuovere questo conflitto di interesse tagliando il legame finanziario tra Inpgi e sindacato e rimettendo ciascuno in condizione di fare il suo lavoro senza commistioni di ruolo.

2 MASSIMA TRASPARENZA E ACCESSO A TUTTI I DOCUMENTI

Serve assolutamente la realizzazione di un sito web dove pubblicare ogni informazione di interesse dei giornalisti italiani sulla gestione dei loro contributi previdenziali; dalle delibere interne di investimento alle decisioni dei comitati (quello di investimento in primis), dagli atti amministrativi alle graduatorie per la gestione degli affitti e degli immobili, tutto ciò che non è riservato dev’essere messo a disposizione degli iscritti in modo corretto e rispettoso delle leggi (e dei diritti dei singoli alla privacy).

3 IL BILANCIO ATTUARIALE A 50 ANNI È UNA NECESSITÀ

La gestione COMPLESSIVA dell’INPGI NON, ripeto NON, è in ordine. TUTTE LE CASSE, INPGI COMPRESO, devono dotarsi di un bilancio attuariale a 50 ANNI: i giornalisti DEVONO PREOCCUPARSI PERCHÉ L’INPGI NON È IN EQUILIBRIO nel lungo periodo. Occorre analizzare quali siano le reali condizioni e le prospettive del nostro Istituto.

4 RIDUZIONE DELLE SPESE DI GOVERNANCE

La struttura di indirizzo e controllo dell’Istituto ha dimensioni e costi non più adeguati a una sana e prudente gestione. In un momento di difficoltà generale per tutta la categoria, alle prese con le ricadute della crisi del settore e con decine di stati di crisi, non è ammissibile che i compensi degli organismi di governance restino inalterati. Occorre intervenire non solo per dare un segnale di equità ma anche per incidere realmente – non solo simbolicamente – su questi oneri, chiedendo più senso di responsabilità e maggior sobrietà. Bisogna dare un segnale: cominciamo con l’azzerare i compensi ad amministratori e sindaci e a rimborsare loro solo le spese, a ridurre il compenso del presidente (con i benefit, pari a 300 mila euro circa) a una somma pari a quella percepita dal Presidente dell’Inps.

5 COSTITUZIONE DI UNA SOCIETÀ CONSORTILE INTERCASSE PER RIDURRE LE SPESE

Per abbattere i costi occorre pensare alla realizzazione di una società consortile che gestisca i patrimoni di più Casse previdenziali abbattendone le spese amministrative, gestionali e soprattutto consulenziali, anche sul fronte della consulenza di investimento. Il tutto però facendo in modo che le Casse, i loro patrimoni, le loro regole di gestione e di assegnazione di pensioni, immobili e quant’altro restino AUTONOME. Solo così si risparmieranno le DECINE DI MILIONI DI EURO l’ANNO che altrimenti spendiamo (replicando uscite uguali per ogni Cassa) e che AMMAZZANO I BILANCI E I RENDIMENTI DELLE NOSTRE PENSIONI.

CHI SONO

Sono nato nel 1966 nel Mantovano. Ho studiato economia all’Università Cattolica di Milano e comunicazione economica e finanziaria alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi. Nel 1991 superai il concorso per l’Ifg di Milano. Ho fondato insieme ad altri colleghi un quotidiano locale (“La Voce di Mantova”, 1993), un settimanale economico (“Agrisole”, 1996). Lavoro nel gruppo del Sole 24 Ore dal 1996 e ho ri-fondato nel 2000 il suo portale Internet. Dal 2003 scrivo per “Plus24”, settimanale di finanza e risparmio del sabato, del quale sono caposervizio.

Nel febbraio 2012 ho segnalato per primo le anomalie della vicenda Sopaf – Inpgi e il sovrapprezzo da 7,5 milioni pagato dall’Inpgi a Sopaf per l’acquisto delle quote del Fondo Immobili Pubblici, finita dopo due anni nelle inchieste della magistratura con la richiesta di rinvio a giudizio del presidente uscente dell’Inpgi, Camporese (http://www.gadlerner.it/2014/05/12/borzi-una-voce-rompe-il-silenzio-sui-fratelli-magnoni-e-la-previdenza-dei-giornalisti). Per quella mia presa di posizione e per la richiesta di informazioni e trasparenza, l’Inpgi mi minacciò di querela (http://www.inpgi.it/?q=node/976).

Negli anni ho continuato a chiedere trasparenza sulla gestione delle pensioni dei giornalisti, senza mai ottenere risposte concrete dall’Inpgi. Sul Fondo immobiliare Giovanni Amendola e sulla gestione del patrimonio immobiliare dell’Inpgi ho presentato all’istituto una richiesta di informazioni ad agosto 2015 (http://www.giornalistimag.it/2015/08/05/inpgi-nicola-borzi-chiede-chiarimenti-allistituto-e-preannuncia-un-esposto-alla-procura-della-corte-dei-conti-del-lazio-e-alla-procura-di-roma/) e, il 27 ottobre e 9 novembre scorsi, due esposti alla magistratura, all’Autorità nazionale anticorruzione, al Governo, a Banca d’Italia, a Consob e a Covip. Su quegli esposti la Vigilanza della Banca d’Italia ha avviato una richiesta di informazioni alla Sgr InvestiRE che gestisce il Fondo Amendola (https://unitasindacalefnsi.wordpress.com/2015/12/28/bankitalia-vuole-far-luce-sul-fondo-immobiliare-inpgi-e-chiede-chiarimenti-a-investire-sgr-sulle-perplessita-sollevate-dagli-esposti-di-nicola-borzi/#more-3124).

Nel frattempo anche la Commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali vuole far chiarezza sulla gestione dell’istituto pensionistico dei giornalisti (Inpgi) (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/24/inpgi-commissione-parlamentare-indaga-su-gestione-camporese-sindacato-serve-una-gestione-commissariale/2247421/).

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