Avviso ai Cdr: inviate all’Inpgi entro l’1 settembre gli accordi di cigs, solidarietà o incentivazione all’esodo. Altrimenti, niente deroghe (divenute discriminatorie)

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Le clausole modificate per le pensioni di anzianità con abbattimenti permanenti

La riforma delle nostre pensioni deve passare ancora al vaglio dei ministeri vigilanti, e non è detto che venga infine approvata, ma l’Inpgi impone comunque tempi incomprensibilmente stretti ai colleghi che potrebbero aver bisogno di usufruire delle clausole di salvaguardia contenute nella delibera del Consiglio di amministrazione del 27 luglio. Gli accordi di cigs o per i contratti di solidarietà e quelli collettivi o individuali per incentivazione all’esodo, prima di tutto, devono essere stati sottoscritti obbligatoriamente prima della data di delibera, inoltre dovranno essere inviati in via Nizza 35 “entro e non oltre il 01/09/2015“, come scritto nel regolamento modificato (ma non ancora in vigore) e come si sottolinea anche in una comunicazione inviata il 29 luglio a Fnsi, Associazioni di stampa e fiduciari Inpgi per la sua diffusione, ma non pubblicata (al momento) sul sito dell’Istituto.

Perché il paletto del 27 luglio e non dalla data di approvazione finale della riforma? E perché tanta fretta, come se gli accordi potessero scappare o essere nel frattempo modificati? Questo nessuno lo spiega. A meno di non pensare al timore di un esodo di massa. Di certo, dare l’annuncio a fine luglio e imporre una scadenza entro agosto potrebbe trovare molti giornalisti e loro rappresentanti “distratti” dalle ferie, e quindi “ridurre” il numero di possibili aventi diritto alla deroga. Senza considerare che questa regola non vale per tutti. È già questa è una fastidiosa discriminazione.

Chi è dunque interessato a queste deroghe? E che cosa esattamente bisogna inviare all’Inpgi? Proviamo a definirlo bene.

Nelle ipotesi di riforma predisposte dal Cda dell’Ente e inviate a Fnsi e Fieg il 18 giugno erano previste clausole di salvaguardia (tabella a fine articolo) per alcune categorie di colleghi già in possesso o molto vicini a raggiungere i requisiti attuali per pensioni di vecchiaia e anzianità, con o senza penalizzazioni. Compresi i giornalisti coinvolti in stati di crisi, con ricorso a cigs o contratti di solidarietà, e quelli che perdono il posto di lavoro per accordi collettivi o individuali di incentivi all’esodo. E non era previsto alcun termine perentorio, né si specificava entro quale data gli accordi di crisi dovessero essere stati sottoscritti.

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Le deroghe (confermate) per pensioni di vecchiaia e di anzianità piena

Nella delibera approvata dal Cda il 27 luglio, invece, ha fatto la sua comparsa la condizione di aver sottoscritto gli accordi prima del 27 luglio e l’imposizione di inviarli entro l’1 settembre. Ma solo per chi si riserva di chiedere il pensionamento di anzianità con penalizzazioni permanenti alle attuali condizioni, cioè chi, entro i 24 mesi dalla data di eventuale approvazione della riforma, raggiungerà i 35 anni di contributi versati all’Inpgi e un’età compresa tra i 57 e i 61 anni. Per gli altri, no.

Per ricapitolare, dunque, possono stare tranquilli i colleghi che, coinvolti in stati di crisi o usciti per accordi di incentivazione all’esodo, potranno usufruire della pensione di vecchiaia (65 anni) o di anzianità piena (62 anni e 35 di contribuzione): per loro non vale neppure il paletto del 27 luglio per la sottoscrizione degli accordi di cigs o solidarietà e quindi neppure l’invio entro l’1 settembre.

A chi invece è più lontano per età anagrafica dal pensionamento, pur avendo versato contributi per 35 anni, e rischia in caso di perdita del posto di lavoro al termine dello stato di crisi di dover attendere anni prima di ottenere la pensione, il cda dell’Inpgi impone paletti più rigidi e discriminatori. E sono questi i colleghi che devono fare molta attenzione.

Nel caso di accordi per cigs e solidarietà o per incentivazione all’esodo (collettivi o individuali) firmati prima del 27 luglio, non ci sono problemi per i colleghi in attesa di pensionamento di vecchiaia o di anzianità, con o senza penalizzazioni. Bisogna solo ricordarsi di inviarli prima di settembre perché tutti siano messi nelle medesime condizioni.

Se, invece, ci sono accordi sottoscritti successivamente al 27 luglio (e ce ne sono stati in Fieg anche nei giorni scorsi), allora tutto cambia. E si crea una discriminazione di fatto all’interno della stessa redazione: chi avrà i requisiti per pensione di vecchiaia o anzianità piena al 31 dicembre 2017 (secondo le previsioni dell’Inpgi), o comunque entro i 24 mesi dal sì eventuale dei ministeri, potrà invocare la deroga. Chi entro la stessa data avrà invece tra 57 e 61 anni con 35 di contribuzione dovrà aspettare di raggiungere i nuovi requisiti: 66 anni per la vecchiaia, 62 anni e progressivamente fino a 40 di contribuzione per l’anzianità. Con il miraggio della pensione che si allontana sempre di più.

In ogni caso, il consiglio valido per tutti è: meglio inviare gli accordi per cigs e solidarietà al più presto, possibilmente con raccomandata con ricevuta di ritorno o via posta elettronica certificata. Per evitare che possano perdersi.

Clausole di salvaguardia nella prima ipotesi
Clausole di salvaguardia previste nella prima ipotesi: erano uguali per tutti
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