Gazzetta in solidarietà. Cdr: “Ultima apertura di credito a Rcs. Ora investimenti e coinvolgimento della redazione nello sviluppo”

Pubblichiamo il Comunicato sindacale a firma del Comitato di redazione della Gazzetta dello Sport apparso oggi a pagina 8 del quotidiano, nel giorno in cui prende avvio il contratto di solidarietà al 15% concordato dal Cdr con l’azienda e approvato dalla redazione con il referendum della scorsa settimana, con 98 voti a favore e 20 contro.

imageCari let­to­ri,

da oggi i gior­na­li­sti della Gaz­zet­ta dello Sport en­tra­no in re­gi­me di so­li­da­rietà: sa­re­mo noi, an­co­ra una volta, a pa­ga­re i conti di Rcs Me­dia­group che non tor­na­no da ormai molto tempo, ov­ve­ro dal gior­no in cui la scel­le­ra­ta ope­ra­zio­ne Re­co­le­tos ha aper­to una vo­ra­gi­ne eco­no­mi­ca nel bi­lan­cio del grup­po. L’at­tua­le ma­na­ge­ment non vor­reb­be più sen­tir par­la­re di quell’in­ve­sti­men­to in­fe­li­ce, perché al ti­mo­ne della barca, all’epoca, c’erano altri ca­pi­ta­ni poi an­da­ti al­tro­ve a cer­car for­tu­na: vero, ma pur­trop­po quel di­sa­stro ha avuto e con­ti­nua ad avere ri­per­cus­sio­ni pe­san­ti sulla vita di chi in Rcs la­vo­ra tutti i gior­ni. Gior­na­li­sti, po­li­gra­fi­ci e im­pie­ga­ti sono oggi chia­ma­ti a una de­cur­ta­zio­ne pe­san­te dello sti­pen­dio e ad altri sa­cri­fi­ci, per evi­ta­re che l’azien­da pren­da stra­de sbri­ga­ti­ve nella po­li­ti­ca di tagli che con­ti­nua a per­se­gui­re du­ra­men­te, met­ten­do così in pe­ri­co­lo la qua­lità dei suoi glo­rio­si gior­na­li.

La re­da­zio­ne della Gaz­zet­ta ha ac­cet­ta­to a denti stret­ti il pre­lie­vo for­za­to di de­na­ro dalle ta­sche, spin­ta es­sen­zial­men­te da due mo­ti­va­zio­ni. La prima è l’amore e la pas­sio­ne per que­ste pa­gi­ne rosa, car­ta­cee e di­gi­ta­li: una con­flit­tua­lità in­fi­ni­ta con l’edi­to­re avreb­be si­cu­ra­men­te dan­neg­gia­to la Gaz­zet­ta e con essa i suoi let­to­ri, il pa­tri­mo­nio più pre­zio­so. La se­con­da è strut­tu­ra­le: in un si­ste­ma che oggi pro­du­ce un quo­ti­dia­no, un sito, una te­le­vi­sio­ne, un’edi­zio­ne di­gi­ta­le e un set­ti­ma­na­le non ci pos­so­no es­se­re esu­be­ri, che siano fi­gu­ra­ti­vi o reali. Ab­bia­mo dun­que in­te­so la so­li­da­rietà esclu­si­va­men­te come mo­da­lità di con­te­ni­men­to dei costi, perché la Gaz­zet­ta che co­no­sce­te non si può fare a ran­ghi ri­dot­ti: i tanti col­le­ghi che ogni gior­no man­che­ran­no in re­da­zio­ne (nella lo­gi­ca della tur­na­zio­ne) ren­de­ran­no estre­ma­men­te com­pli­ca­to il man­te­ni­men­to dello stan­dard qua­li­ta­ti­vo a cui la Rosea ha abi­tua­to tutti da sem­pre. Que­sto anche e so­pra­tut­to dopo due stati di crisi che hanno an­ti­ci­pa­to la pen­sio­ne di di­ver­si col­le­ghi, firme sto­ri­che e au­to­re­vo­li della Gaz­zet­ta.

Sia chia­ro: que­sto è l’ul­ti­mo atto di fede nelle pos­si­bi­lità di ri­lan­cio del grup­po che «fi­nan­zia­mo», per quan­to ci ri­guar­da. Ce lo ha chie­sto l’a.d. Pie­tro Scott Jo­va­ne nell’in­con­tro del 9 giu­gno scor­so, senza es­se­re an­co­ra in grado di pre­sen­tar­ci il piano in­du­stria­le del pros­si­mo trien­nio che do­ve­va es­se­re an­co­ra va­glia­to dal CdA di que­sta azien­da. In qual­che modo ci ha chie­sto un’aper­tu­ra di cre­di­to nei suoi con­fron­ti. Lo ab­bia­mo fatto pur con mille ri­ser­ve, ma ora in­sie­me al piano di ri­lan­cio aspet­tia­mo:

in­ve­sti­men­ti sul pro­dot­to, più che in nuove strut­tu­re che non por­ta­no ri­ca­vi (siano Numix, Nest o Con­nec­to) o in ac­qui­si­zio­ni mal­de­stre, come nel caso di You­Re­por­ter. I ri­sul­ta­ti ot­te­nu­ti da Gaz­zet­taTv con le di­ret­te e gli spe­cia­li le­ga­ti alla Copa Ame­ri­ca hanno di­mo­stra­to, sem­mai ce ne fosse bi­so­gno, che è da que­sto ge­ne­re di ope­ra­zio­ni che parte la ri­scos­sa della Gaz­zet­ta, non certo da scor­cia­to­ie sci­vo­lo­se come Gaz­za­Bet;

– il pieno coin­vol­gi­men­to della re­da­zio­ne (at­tra­ver­so il suo co­mi­ta­to), in­sie­me alla Di­re­zio­ne, nella va­lu­ta­zio­ne dei piani di svi­lup­po che il no­stro si­ste­ma co­no­scerà nei pros­si­mi mesi: an­dran­no va­lu­ta­ti bene i sen­tie­ri da per­cor­re­re e le forze a di­spo­si­zio­ne per farlo, non pos­sia­mo per­met­ter­ci di di­sper­de­re ener­gie;

una stra­da, da con­cor­da­re in­sie­me, che porti alla sta­bi­liz­za­zio­ne dei col­le­ghi che da tanto tempo la­vo­ra­no in re­da­zio­ne con con­trat­ti pre­ca­ri. Non si pos­so­no sa­cri­fi­ca­re anche loro sull’al­ta­re dei tagli, perché si parla di pro­fes­sio­na­lità im­por­tan­ti e so­prat­tut­to di per­so­ne che hanno cre­du­to nella Gaz­zet­ta, che si sono spese per la Gaz­zet­ta e l’hanno so­ste­nu­ta per anni e anni, spe­ran­do un gior­no di farne parte a pieno ti­to­lo.

Noi gior­na­li­sti ab­bia­mo fatto la no­stra parte. E anche di più. Ora chie­dia­mo all’edi­to­re di fare la sua.

Il CdR della Gaz­zet­ta dello Sport

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