Processo Sopaf, Giorgio Magnoni accusato anche di corruzione. E pensa di ritentare il patteggiamento

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Giorgio Magnoni
Giorgio Magnoni

Il processo al Tribunale di Milano a Giorgio Magnoni nell’ambito del dissesto del gruppo Sopaf e di alcune truffe a enti previdenziali e’ stato aggiornato al 29 settembre prossimo, per dare tempo alla difesa dell’imputato di prendere visione dei nuovi atti del pm relativi alla contestazione suppletiva mossa nei confronti dell’imprenditore. A Giorgio Magnoni, ex vicepresidente del cda di Sopaf dal 2005 al 2012 e consigliere delegato dal 2007 al 2010, gia’ imputato per associazione per delinquere, bancarotta, truffa, corruzione e alcuni reati fiscali, sono state fatte dal pm Gaetano Ruta, titolare del fascicolo, ulteriori contestazioni relative all’accusa di corruzione, dopo che e’ stata chiusa l’inchiesta nei confronti degli altri indagati per gli stessi fatti (tra cui Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi e anche dell’Adepp, ndr). Giorgio Magnoni aveva cercato di chiudere il procedimento a suo carico con un patteggiamento a quattro anni e sei mesi ma l’istanza non era stata accolta dal tribunale di Milano. Alla luce della contestazione suppletiva non e’ escluso che la difesa dell’ex manager tenti di nuovo il patteggiamento.

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