Inpgi, riforma pensioni: i tanti dubbi delle Associazioni regionali della Fnsi

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un sì convinto, finora, non è arrivato da nessuna. Almeno stando ai documenti ufficiali (senza considerare, però, i commenti di singoli esponenti) presenti sui siti delle Associazioni regionali di stampa, convocate fra pochissimi giorni, mercoledì 8 luglio, a Roma insieme con la Giunta Esecutiva della Fnsi per esaminare le ipotesi di riforma delle pensioni presentate dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese. Anche se al momento sono ancora poche le prese di posizioni pubbliche. Ma significative, anche perché sempre articolate e motivate. Prese di posizione che sembrano far vacillare la certezza di un ok alla riforma a metà luglio con cui il sito della Fnsi (direttore responsabile, il segretario generale Raffaele Lorusso) riportava la notizia, ora infatti modificata nel titolo ma ancora non nel testo.

Il primo a pronunciarsi è stato il Sindacato giornalisti marchigiani (guidato da Giovanni Rossi), che in verità ha inviato il documento approvato dal Consiglio direttivo del 22 giugno alla Giunta Fnsi ma non ha ritenuto di pubblicarlo sul sito dell’associazione. Una strada che sembra abbia scelto qualche altra Ars, in vista della riunione federale dell’8 luglio.

Il 26 giugno è invece apparsa ufficialmente la (breve) presa di posizione del Sindacato giornalisti abruzzesi (segretario Paolo Durante), che “nel condividere la necessità della riforma dell’Inpgi auspica che il confronto con le parti sociali (…) porti ad una soluzione di equità, di gradualità e solidarietà“, ponendo inoltre una “particolare attenzione alla salvaguardia al massimo livello degli ammortizzatori sociali“.

Romana logoIl 2 luglio è la volta della Segreteria dell’Associazione stampa romana, la seconda maggiore Ars, che ha a capo Lazzaro Pappagallo, con un lungo documento intitolato “Aspetti di politica sindacale e quesiti tecnici” e articolato in quattro capitoli: si parte con “Il rischio di un intervento di corto respiro” per passare alla richiesta di “Un percorso realmente partecipato“, quindi affrontare i “Principali problematiche di strategia sindacale aperte dall’ipotesi di manovra“, in tutto nove, e concludere con “Alcuni quesiti rivolti ai vertici dell’Inpgi“, dieci domande che spaziano dalle aliquote di rendimento all’assenza di proiezioni sui risparmi effettivi voce per voce, dai possibili interventi sui costi di funzionamento dell’Inpgi agli effetti della dismissione obbligatoria di parte degli immobili.

Toscana logo 2È infine datato 3 luglio il documento del Consiglio Direttivo dell’Associazione stampa toscana (affidata al presidente ad interim Sandro Bennucci), che “esprime forte preoccupazione sulla proposta di riforma dell’Inpgi e assoluta contrarietà al pesante taglio dei servizi relativi agli ammortizzatori sociali“. Per l’Ast è “prioritaria la strada di indurre gli editori ad un processo di inclusione contrattuale delle migliaia di collaboratori“, mentre individua “le maggiori criticità nel rischio di uno squilibrio di cui soffrirebbe una intera generazione professionale, quella che oggi a tra i 50 – o poco meno – ed i 60 anni“. Passa poi ai suggerimenti: allargargamento delle clausole di salvaguardia, flessibilità di accesso alla pensione, attenzione ai giornalisti radiotv che non hanno  accesso alla legge 416 (probabilmente soprattutto chi ha il contratto AerAntiCorallo, ndr), ripensamenti dei contributi di solidarietà, difesa degli ammortizzatori sociali.

Fin qui, i pronunciamenti ufficiali già arrivati. Sono, però, almeno tre le associazioni che riuniscono lunedì 6 luglio i propri direttivi, con all’ordine del giorno le ipotesi di riforma Inpgi. A partire dall’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande Ars della Fnsi (presieduta da Paolo Perucchini), per proseguire con la Siciliana (guidata da Alberto Cicero) e la Sarda (presidente Celestino Tabasso). L’Alg ha anche organizzato al mattino giovedì 2 luglio, al Circolo della Stampa di Milano, un incontro pubblico in cui colleghe e colleghi hanno espresso molti dubbi e perplessità sui punti della riforma e sulla sua complessiva adeguatezza.

Lo stesso giorno, ma in serata, pure la Subalpina (che ha a capo Stefano Tallia) ha tenuto una riunione aperta a tutti i giornalisti, mentre lunedì 6 si confronterà con i soli pensionati (alle 15,30 a Palazzo Ceriana Mayneri, in corso Stati Uniti 27, a Torino), presente il presidente dell’Ungp Guido Bossa, oltre al presidente regionale Antonio De Vito.

imageVenerdì 3 a Bari era invece convocata in mattinata l’Assemblea generale dell’Assostampa Puglia, allargata a tutti i colleghi anche non iscritti al sindacato, con l’intervento del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso (che peraltro nel sito dell’Associazione risulta ancora come suo presidente, nonostante abbia dichiarato alla Giunta federale di aver dato le dimissioni all’indomani del Congresso di Chianciano, obbligatorie per l’incompatibilità statutaria, in base all’articolo 42, terzo comma, tra il ruolo di segretario Fnsi e quello di responsabile di una Ars).

Potrebbero invece arrivare troppo tardi le reazioni e le determinazioni di altre Ars, pur importanti, che hanno preso per buone le prime dichiarazioni dei vertici dell’Inpgi sui tempi per pronunciarsi sulla riforma, fatte  durante la riunione in via Nizza del 9 giugno, che garantivano la possibilità di un giudizio entro il 25 luglio. E hanno organizzato riunioni e incontri dopo la metà del mese.

Aser logoL’Associazione della stampa Emilia-Romagna (presidente Serena Bersani) ha, per esempio, convocato per giovedì 16 luglio (all’Hotel Europa di via Boldrini, a Bologna) gli Stati Generali dei giornalisti dell’Emilia-Romagna. E ancora più in là nel mese è l’incontro che l’Associazione stampa umbra (guidata da Marta Cicci) ha organizzato insieme con l’Ordine regionale per il 22 luglio (a Perugia, in Via del Macello, 55), appunto nella convinzione “che il Cda-Inpgi intende deliberare (la riforma, ndr) – a quanto risulta – entro l’ultima settimana di luglio per poi inviarla per l’approvazione ai ministeri vigilanti“.

Peccato che, invece, l’8 luglio la Giunta della Fnsi sarà probabilmente chiamata a pronunciarsi con un voto sull’ipotesi di riforma delle pensioni proposta dall’Inpgi. Senza aver atteso tutte le Associazioni. E senza aver ascoltato neppure il Consiglio nazionale.

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