Direttivo Alg: Sorrentino (a sorpresa) coordina i freelance lombardi. Rimandata la discussione sulla riforma Inpgi

Iniziamo con questo articolo a raccontare ai colleghi quel che accade nelle riunioni del Consiglio Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande Associazione regionale di stampa della Fnsi, dove siedono per elezione diretta 30 colleghe e colleghi, di cui 20 professionali e 10 collaboratori, e di cui fanno parte con diritto di parola (per le questioni di competenza) i consiglieri nazionali Fnsi lombardi e i rappresentanti di gruppi di specializzazioni e sindacati di base, sempre regionali. Si tratta di una cronaca non ufficiale, ovviamente. Quella ufficiale dovrebbe essere redatta in un verbale, a norma di Statuto dell’Alg, a disposizione di ogni iscritto. Un suo riassunto dovrebbe inoltre essere pubblicato su Giornalismo, ma non avviene da anni (o forse da sempre). Ogni seduta è in ogni caso registrata.

Schermata 2015-06-22 a 17.31.51La sorpresa della riunione del Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti di venerdì 19 giugno ha il nome e il volto di Riccardo Sorrentino (nella foto), stimato collega poco più che cinquantenne, giornalista di economia internazionale del Sole 24 Ore, dove lavora da oltre vent’anni, eletto a novembre nelle liste di Stampa Democratica dopo due consiliature trascorse nelle fila di Quarto Potere. Ottimo professionista e persona molto seria. Il presidente dell’Alg, Paolo Perucchini, leader di Stampa Democratica, lo propone in apertura di seduta come Coordinatore della Commissione regionale lavoro autonomo. Tra la sorpresa – appunto – di tutti. Compresi molti consiglieri che fanno parte della maggioranza che sostiene il governo della Lombarda.

Lo stupore non è per la persona, ma per la scelta di un giornalista da sempre contrattualizzato per guidare l’organismo dei freelance in un Direttivo in cui siede più di un giornalista autonomo, e proprio all’interno delle componenti che hanno eletto il presidente e continuano a sostenerlo. In molti esprimono perplessità, con non poco imbarazzo nel dover parlare di un collega presente. “L’uomo giusto al posto sbagliato”, sintetizza Carlo Gariboldi di Unità Sindacale, amico di Sorrentino da almeno 25 anni. Ma una ragione c’è, per questa scelta, spiega la vicepresidente Anna Del Freo (anche lei collega del Sole 24 Ore e passata in Stampa Democratica dopo due consiliature da vicepresidente Alg per Quarto Potere): la moglie di Riccardo, brava e simpatica collega, è senza lavoro e fa la freelance.

Inizialmente, i più contrari all’indicazione di Sorrentino appaiono i consiglieri di Senzabavaglio, il movimento che più ha criticato dal 2010 in poi la creazione da parte della Fnsi del sistema di Commissioni autonome nazionale e regionali (invece di un Sindacato di base, come indicato dal Congresso di Saint Vincent) e si è scagliato contro le prime presidenze della Commissione nazionale affidate a contrattualizzati o pensionati da Inpgi 1. Poi però i consiglieri di Senzabavaglio sembra ricevano dall’estero indicazioni diverse e si dividono di fatto nelle votazioni successive, comportandosi ognuno in base alla propria coscienza ma senza opporre alcuna candidatura a quella di Sorrentino. Così come perplessità esprime l’ex coordinatore della Commissione lombarda e componente della Commissione nazionale, Saverio Paffumi (Nuova Informazione), convinto (anch’egli da sempre) che un freelance sia più adatto di un contrattualizzato a guidare un gruppo di giornalisti autonomi.

È in questo clima che Daniela Stigliano di Unità Sindacale avanza una richiesta formale al presidente: procedere alla nomina del coordinatore della Commissione lavoro autonomo della Lombarda con voto segreto, proprio per evitare l’imbarazzo di un’espressione palese su una persona. Una norma prevista del resto espressamente dallo Statuto (vecchio e vanamente in via di revisione da molti anni), che viene ordinariamente utilizzata per la nomina della Giunta dell’Alg. Di fronte a una richiesta formale di voto segreto, in genere, si dovrebbe procedere in tal senso senza indugi. Ma così non va. Si discute per oltre un’ora (con toni non sempre pacati) sull’opportunità di preparare urna e foglietti, e poi su che cosa votare, e se la nomina che spetta al Direttivo possa trasformarsi invece in un voto su una mozione di nomina fatta dal presidente, come una sorta di fiducia posta sul governo della Lombarda. Alla fine, come estrema mediazione, Stigliano avanza l’idea di esprimersi palesemente sul voto segreto, che viene bocciato da 13 consiglieri contro 9 a favore (1 astenuto e 1 uscito dall’aula). Si passa dunque alla nomina di Sorrentino, che passa con 14 sì (tra cui i consiglieri di Stampa Democratica, Nuova Informazione, Non rubateci il futuro, Impegno sindacale e almeno uno di Senzabavaglio), 1 no e 9 astenuti (tra cui tutti i colleghi di Unità Sindacale e di Movimento liberi giornalisti).

Al secondo punto dell’ordine del giorno c’è la situazione sindacale. Il presidente fa l’elenco delle varie situazioni di crisi e vertenze in corso o appena concluse, e la sua relazione viene integrata dagli interventi di altri consiglieri.

MONDADORI. Giovedì 18 giugno è stato firmato a Roma, nella sede della Fieg, un accordo per un nuovo contratto di solidarietà biennale, con riduzione media dell’orario di lavoro e delle retribuzioni del 15%, in attesa anche dei fondi per 19 prepensionamenti sui 38 esuberi concordati.

RCS MEDIAGROUP. Perucchini riferisce della dichiarazione aziendale di 470 esuberi in tutto il gruppo e di valutazioni che stanno avvenendo tra i Cdr e l’azienda per trovare un accordo, senza il coinvolgimento della Lombarda e con tendenza a sottoscrivere contratti di solidarietà in vista di pensionamenti e prepensionamenti.

Stigliano rivela che in effetti il giorno prima il Cdr del Corriere ha trovato un’intesa che sarà sottoposta a referendum tra i colleghi (domani o mercoledì, ndr), senza contratto di solidarietà ma con l’interruzione anticipata a fine luglio dello stato di crisi in corso e l’avvio di una nuova cigs a rotazione da ottobre per permettere il pensionamento di vecchiaia e anzianità piena e, se ci saranno i fondi, anche il prepensionamento di 47 colleghi complessivamente. Risparmi sono previsti anche con un massiccio smaltimento delle ferie. Il Cdr della Gazzetta sta invece avviando il confronto (primo incontro proprio venerdì 19 giugno, ndr), mentre i Periodici proseguono con il contratto di solidarietà in corso dal febbraio 2014.

Cesare Giuzzi (Stampa Democratica) conferma le notizie date da Stigliano sull’intesa al Corriere e aggiunge alcuni particolari: lo smaltimento ferie riguarda in particolare chi ne ha oltre 200 arretrate, per un risparmio di 6,5 milioni di euro: sui 47 esuberi, una quarantina avrebbe i requisiti per il pensionamento; un mesetto fa era stato raggiunto un altro accordo per la stabilizzazione di 21 precari (già previsti dall’intesa di due anni fa) con assunzione in base alle vecchie regole dell’articolo 18; la pianta organica a fine del piano biennale da attuare porterà il numero dei giornalisti da 327 a 280.

GRUPPO CLASS. L’azienda ha chiesto contratti di solidarietà al 60% per i periodici e al 25%, poi diventato 35% per i quotidiani Mf/Milanofinanza e ItaliaOggi. Il confronto sta avvenendo all’interno del gruppo, vista la non disponibilità di Alg e Fnsi ad accettare ammortizzatori sociali di questa entità.

Andrea Montanari (Senzabavaglio) precisa che la solidarietà al 60% è già stata accettata dalla testata Class, che ha un organico di sole 7 persone, mentre la redazione che realizza i tre periodici Gentleman, Ladies e Case&country, in tutto 13 persone, si sta opponendo all’ipotesi dell’azienda, che minaccia di chiudere due testate e ricorrere alla cigs. Avrebbe già chiesto un tavolo nazionale per l’annuncio formale di chiusura. Anche l’assemblea di Mf/MilanoFinanza ha accettato la solidarietà al 35%, che potrebbe scendere al 32% in base ad andamento fatturato semestre su semestre da luglio, mentre l’editore ha chiesto ai giornalisti la disponibilità a lavorare sul sito anche il sabato e la domenica. Il Cdr di ItaliaOggi sta ancora trattando, sotto la minaccia già avanzata del ricorso alla cigs.

LIBERO. Chiesto la verifica sul contratto di solidarietà in corso, con il probabile obiettivo di integrare il piano con l’avvio della procedura per i prepensionamenti.

CONDÉ NAST. La situazione è sempre molto complessa. Il nodo più difficile è al momento l’annunciato intervento su Wired, con l’ipotesi di trasformare la periodicità della testata in trimestrale o semestrale, lasciando l’edizione online, con una netta riduzione della redazione. I contatti vengono condotti dal Cdr a livello aziendale.

L’UNITÀ. Raggiunto di recente l’accordo tra Cdr e azienda per il rilancio del quotidiano che arriverà in edicola il 30 giugno, dopo il cambio dell’azionariato. L’attività verrà concentrata sulla redazione romana, sacrificando le altre redazioni, tra cui quella milanese. È prevista una convocazione a Roma sul tema a inizio luglio.

CITTADINO DI MONZA. Chiesta la verifica dello stato di crisi (solidarietà al 20%) per inizio luglio, dopo l’ipotesi di intervento unilaterale dell’azienda mirata all’azzeramento dei forfait straordinari.

RADIO POPOLARE. Il presidente comunica che si è raggiunto l’accordo per un mese di cassa in deroga (massimo 23%), dall’8 giugno al 7 luglio, con l’ipotesi di mettere in atto interventi per il rilancio della radio e l’impegno a vedersi a inizio settembre per verificare a quali ammortizzatori sociali si può ancora ricorrere.

Letizia Mosca (Unità Sindacale) comunica che la sera prima il Cda ha approvato il bilancio, con un rosso di 176 mila euro nonostante il taglio costo lavoro pari a 300 mila euro, con il contratto di solidarietà appena terminato e il taglio dei compensi ai collaboratori, che l’azienda pensa di ridurre ancora. La verifica è  prevista in agosto, per decidere se utilizzare gli altri quattro mesi di cassa in deroga che rimangono per il 2015, ma il punto è capire come proseguire dopo dicembre. Mosca racconta del voto segreto sull’accordo ma gestito dai rappresentanti sindacali (a cui gli assenti dovevano spedire le mail con la propria posizione) e le difficoltà a prendere visione di quanto formalmente firmato in Regione, dove la rappresentanza sindacale ha dichiarato di non essere andata. Resta inoltre aperta l’annosa questione di arrivare all’elezione di un Cdr formato da soli giornalisti (oggi non è così) e che possa quindi essere riconosciuto dalla Lombarda. Il tema è divenuto ancora più urgente dopo l’intervento sul direttore a cui è stato chiesto di bloccare una nomina che avrebbe reso automatica la decadenza dell’unico giornalista assunto della delegazione sindacale aziendale e il subentro proprio di Mosca.

EDISPORT. Perucchini spiega che l’azienda non vuole riconoscere l’aumento contrattuale di 60 euro di Edr che è scattato a maggio e vorrebbe riassorbirlo nella retribuzione ad personam.

Terminato il dibattito sulle vertenze e gli stati di crisi, il presidente illustra l’organizzazione operativa che intende dare alla Lombarda, sul modello di un’articolazione in dipartimenti che, pur non essendo prevista dallo Statuto, è stata seguita anche nelle ultime consiliature. Le aree di intervento e i relativi responsabili sono:gli uffici stampa con Assunta Currà (Stampa Democratica-Mil, che aveva ricevuto l’incarico già nella riunione precedente del Direttivo); i quotidiani con Andrea Montanari (Senzabavaglio); i periodici con Beppe Ceccato (Nuova Informazione); web-multimedia con Domenico Affinito (Non rubateci il futuro); Tv con Pierfrancesco Gallizzi (Movimento liberi giornalisti).

A queste aree classiche se ne aggiunge anche un’altra definita “trasversale” e dedicata alla formazione, con l’idea di diventare soggetto propositivo di percorsi formativi più lunghi, pure in collaborazione con gruppi già strutturati: responsabile viene indicato Sorrentino, con la collaborazione di Monica Forni (Impegno sindacale).

A conti fatti, almeno un incarico per ogni movimento rappresentato nel Direttivo della Lombarda, con l’unica esclusione di Unità Sindacale, sulla scia di una tradizione consolidata, spiega il consigliere Giovanni Negri (Stampa Democratica), che vede la divisione dei posti tra chi costituisce la maggioranza dell’Alg, che in questo caso allarga le sue disponibilità anche a chi, pur non essendo formalmente in maggioranza (per esempio, Senzabavaglio e Non rubateci il futuro) ha comunque votato il presidente.

Si rinnova inoltre il tentativo (finora sempre fallito) di riformare lo Statuto sociale dell’Associazione, che risale al giugno del 1999 e non è conforme alle regole fissate dalla Fnsi. Prima della pausa estiva, ogni componente indicherà un proprio rappresentante nel gruppo di lavoro incaricato di elaborare una proposta di riforma, che avvierà le attività da settembre.

In chiusura, infine, su sollecitazione di Stigliano (che è anche presidente dell’Associazione Circolo della Stampa di Milano), il presidente Perucchini informa il Direttivo della decisione di mettere in liquidazione la Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, con l’obiettivo di trovare una soluzione per rilanciare le attività commerciali, grazie al coinvolgimento di professionisti.

E la riforma dell’Inpgi, si chiederà qualcuno? Il Direttivo della Lombarda non ha parlato di un tema così importante e su cui tutta la categoria si sta interrogando? No, almeno per il momento. Il presidente Perucchini, in apertura del Direttivo – subito dopo l’appello e il benvenuto alla consigliera Olimpia De Casa, subentrata per Giornalisti indipendenti-Tribuna stampa dopo le dimissioni di Domenico Tedeschi – ha infatti risposto, alla domanda esplicita sul punto posta da Unità Sindacale, che non riteneva il caso di dare neppure un’informativa sulle linee della riforma previdenziale che il Cda dell’Inpgi ha illustrato alla Giunta Esecutiva della Fnsi e alla Consulta delle Ars nella mattina del 9 giugno (e nel pomeriggio alla Fieg).

Alla riunione con l’Istituto avevano partecipato (ed erano intervenuti nel dibattito) i consiglieri eletti della Lombarda Guido Besana, Anna Del Freo, Paolo Perucchini, Claudio Scarinzi e Daniela Stigliano, tutti presenti anche al Direttivo Alg, e il consigliere di diritto Edmondo Rho, anch’egli in sala. Ma il presidente Perucchini ha deciso di rinviare il confronto sulla riforma Inpgi a dopo l’arrivo del documento ufficiale con la proposta articolata e completa che l’Inpgi aveva assicurato sarebbe stato inviato entro la settimana precedente. E che, con un tempismo svizzero, è stato recapitato nelle caselle di posta elettronica dei componenti di Giunta e di tutte le Associazioni regionali (e subito diffuso su siti e social network) a nemmeno un’ora dalla chiusura del Direttivo Alg, nonostante entrambe le lettere di accompagnamento, del presidente dell’Inpgi e del segretario della Fnsi, riportino la data del giorno prima, il 18 giugno.

Il Direttivo è però rimasto formalmente aperto, e proseguirà fra qualche giorno proprio sul tema della riforma Inpgi. A presto, dunque!

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