Il rinnovo del Cnlg tra silenzi, segreti e violazioni. È il nuovo corso della Fnsi targata Inpgi

di Sergio Stella

camporese lorussoNessun annuncio alla categoria. Nessun accenno durante il Consiglio nazionale di fine aprile. Nessuna convocazione della Giunta, unico organismo titolato dallo Statuto a condurre e firmare i contratti di lavoro. Si sono avviate così, nel silenzio più assoluto, senza alcuna trasparenza e in spregio delle regole più elementari dello Statuto federale, le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del Cnlg che scade a fine marzo del 2016. 

È il nuovo corso della Fnsi del segretario generale Raffaele Lorusso (nella foto a destra) e del presidente Santo Della Volpe, il binomio uscito dal Congresso di Chianciano, nello scorso gennaio, e fortemente sostenuto in particolare dai vertici dell’Inpgi. Non a caso, nel suo discorso a caldo subito dopo l’elezione, Lorusso ha ringraziato al microfono “il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese (nella foto a sinistra), e tutto il Consiglio di amministrazione”. Dichiarazione inequivocabile quanto anomala. Ma coerente con l’operazione di rinnovo dei vertici della Fnsi. Che ha messo insieme persone dalle idee e dalle politiche diversissime e spesso contrastanti, ma con il collante unico della difesa a oltranza di interessi altri.

Il primo incontro ufficiale di apertura delle trattative tra le delegazioni di Fnsi e Fieg si è dunque svolto lunedì 11 maggio, nella sede della Federazione degli editori, il cui presidente Maurizio Costa (che è anche presidente di Rcs Mediagroup, cioè il primo gruppo editoriale italiano per fatturato) avrebbe dichiarato di voler chiudere l’intera trattativa per ottobre. E si può immaginare che Costa abbia pure sostenuto quello che ha raccontato in un’intervista apparsa sul Messaggero del 14 maggio: la necessità di una profonda revisione dei modelli organizzativi per il lavoro giornalistico e di nuove relazioni industriali con il sindacato.

Che cosa abbiano risposto i rappresentanti dei giornalisti non è dato di sapere. Nulla era stato preannunciato nelle (poche) parole di Lorusso il 28 aprile di fronte a quel che rimaneva del primo vero Consiglio nazionale dopo il Congresso, nemmeno 40 persone che erano via via diminuite, dopo che una stravagante inversione dell’ordine del giorno (approvata a maggioranza in apertura dei lavori) aveva relegato al pomeriggio inoltrato confronto e dibattito sui problemi della categoria, gli stati di crisi, i drammatici conti dell’Inpgi, il pericolo di una generazione di giornalisti esodati e senza tutele, eliminando tout court la relazione del segretario, che avrebbe dovuto tracciare di fronte al massimo organismo della Federazione la linea politico-sindacale del quadriennio di gestione sua e della sua squadra. Nulla è apparso dopo l’incontro sul sito della Fnsi, in genere molto ricco di dichiarazioni e comunicati del duo Lorusso-Della Volpe, per gestire il quale è stato da poco assunto come praticante un giovane collega particolarmente votato all’uso dei social network (che funge anche da ufficio stampa ed è stato responsabile della comunicazione nella campagna elettorale a sostegno del Capss, la corrente sindacale di Camporese, e della candidatura di Lorusso a segretario, retribuito con i soldi delle associazioni i cui attuali vertici si riconoscono appunto nella corrente del Capss). E nulla si sarebbe probabilmente saputo, ancora oggi, dell’avvio formale delle trattative, del primo incontro già avvenuto e della preparazione di un calendario di future riunioni, se non fosse trapelata la notizia dalla riunione del Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti.

Una evidente volontà di tenere segreto l’incontro e i suoi contenuti, e di evitare il confronto con la categoria, a cui si vorrebbe forse raccontare tutto a contratto già fatto. Sul modello di quanto sta avvenendo all’Inpgi, dove la riforma delle pensioni e degli ammortizzatori sociali è allo studio (avanzato) di un gruppo di persone, senza che gli iscritti ne sappiano nulla.

Non è dunque solo una violazione statutaria, che può interessare pochi addetti alle questioni sindacali ed è destinata unicamente ad alimentare scontri e polemiche interne alle correnti, la notizia che la delegazione della Fnsi al tavolo di avvio delle trattative contrattuali fosse composta dal Dipartimento sindacale, come abbiamo appreso dalla lettera di quattro componenti della Giunta esecutiva (su 14 eletti dal Consiglio nazionale). E non è dunque neppure un caso. Al contrario, aver voluto, in segreto e pervicacemente, tenere fuori dall’avvio delle trattative con la Fieg gli unici quattro colleghi, il 30% della rappresentanza di Giunta, che non si riconoscono nella gestione della segreteria Lorusso è il segno chiaro e preoccupante della nuova politica e dei nuovi metodi della Fnsi targata Inpgi. Una Fnsi che, oltre a negoziare il nuovo Cnlg, potrebbe essere chiamata presto a dare il proprio parere sulla riforma delle nostre pensioni. E questo interessa e riguarda tutti i giornalisti italiani.

Milano, 19 maggio 2015

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