La crisi dell’Inpgi spiegata ai distratti

Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi

La mancata costituzione di parte civile al processo Sopaf, una gestione principesca, beneficenza (vera o presunta) e, soprattutto, i conti che non tornano. Ecco cosa è successo (fino a oggi). E quali sono i (tanti) problemi dell’Inpgi.

1. I CONTI. Vanno malissimo, al congresso Fnsi Andrea Camporese (d’ora in poi AC) ha parlato di un disavanzo di 90 milioni su 450 di pensioni pagate. Molto probabilmente la sua è una valutazione addirittura ottimista, vedremo il consuntivo ad aprile.

2. UN BUCO CHE VIENE DA LONTANO. Ma si tratta di una novità? Assolutamente no. Da almeno tre anni si sapeva, lo dicevano i dati attuariali veri (nelle mani dell’istituto), che l’orizzonte era questo.

3. LA SGR METTE UNA TOPPA. Invece che fare una manovra correttiva seria, il cda dell’Inpgi ha conferito il patrimonio immobiliare a una società di gestione del risparmio (Sgr). Fa una gara, vinta dalle sgr Investire Immobiliare e Polaris, oggi fuse in un’unica società controllata da Banca Finnat della famiglia Nattino.

4. TRE BILANCI IN ATTIVO. Con questa soluzione, per tre anni (il 2015 sarà l’ultimo) l’Inpgi ha potuto varare bilanci in utile, annotando una rivalutazione immobiliare di oltre 70 milioni l’anno.

5. MANCANO I LIQUIDI. In questo modo i nostri amministratori, controllati da collegio dei revisori e ministeri, sono rimasti assolutamente sereni senza fare nulla. Nulla. Fino al febbraio scorso, quando il presidente, nel corso di un cda informale non proprio tranquillo, ha avvisato che non c’erano più soldi in cassa. Sì, il patrimonio – dice – c’è, mancano i liquidi. Problemucci.

6. TAGLIO DI PRESTITI E MUTUI. E chi comincia a pagare le conseguenze? I giornalisti più giovani in cerca di mutui, che vengono completamente sospesi (fino a quando?), e dei prestiti, pesantemente tagliati per recuperare un po’ di cassa.

7. SPENDING REVIEW. Si dirà, ma avranno almeno fatto qualcosa per limitare i costi? Quasi nulla. Le spese vere non sono state toccate. Il presidente continua a guadagnare più di Obama (vedi denuncia del Fatto quotidiano), i componenti del Cda e i sindaci due stipendi (al loro reddito sommano 26 mila euro di emolumenti annui, spese escluse), i fiduciari di Milano e Roma circa 20 mila euro (ciascuno) di rimborsi spese esentasse.

8. GESTIONE FARAONICA. Altri hanno denunciato un enorme monte stipendi per la bellezza di più di 200 dipendenti. Al seguito del presidente, al congresso Fnsi di Chianciano, c’erano 5 (cinque) persone: il direttore generale, la dottoressa Maria Immacolata (Mimma) Iorio, il responsabile degli organi elettivi, l’addetto stampa del presidente e due, dicasi due autisti.

9. SOPAF, LA PAROLA MAGICA. Al Congresso di Chianciano è stata fatta un’ammucchiata di governo della Federazione. Tutti dentro, meno coloro che hanno “alzato il tiro” sulla vicenda Sopaf, la società dei finanzieri Magnoni ormai fallita. Indagando su questa bancarotta, la Procura milanese si sofferma sui rapporti tenuti con tre istituti previdenziali – Inpgi, Enpam e Cassa ragionieri – e decidono di vederci chiaro. A novembre 2014 arrestano l’ex presidente dei ragionieri e indagano il presidente dell’Inpgi.

10. RICHIESTE ALL’INPGI. Non tutti stanno in silenzio. Nel consiglio generale dell’Inpgi di dicembre, la giornalista Rai Maxia Zandonai contesta una serie di fatti. Chiede conto dello stipendio, della vicenda Sopaf e di un fatto recente, reso noto da ilfattoquotidiano.it: AC avrebbe fatto parte del comitato consultivo di Adenium, una società controllata al 100% da Sopaf, con un compenso di 25 mila euro all’anno per due anni.

11. LE NON RISPOSTE. AC non risponde alla Zandonai, bolla le sue parole come “nauseanti” e lascia replicare il direttore generale, la dottoressa Iorio.

12. MANCANZA ASSOLUTA DI TRASPARENZA. Il primo dicembre, sul sito dell’Inpgi, appare un documento nel quale si ammette che l’Istituto è presente in quattordici comitati consultivi, in quattro è rappresentato da AC. In quali? Non si sa, l’Inpgi non l’ha mai comunicato, AC neppure. I compensi? In Adenium, AC ha percepito 25 mila euro l’anno per due anni. Ha riferito di aver dato tutto in beneficienza. Ma non ha mai presentato le pezze giustificative che gli erano state chieste.

13. IL DANNO. Secondo il giudice per le indagini preliminari di Milano (un giudice, sottolineiamo, non la Procura), nell’operazione Sopaf l’Inpgi ha pagato un buon prodotto finanziario (il Fip) 7,6 milioni di troppo (30 milioni, invece che 22,4). Allora perché non costituirsi parte civile? Perché tanti silenzi e mancanza di trasparenza?

14. DOLO O INCOMPETENZA? Il sindaco Inpgi Pierluigi Roesler Franz ora chiede scusa. Dice: o c’è dolo, e qualcuno ha truffato l’ente, o ai vertici ci sono degli incompetenti. Ma allora, perché Franz non dice anche che aveva ragione chi, come noi di Unità Sindacale, da mesi chiede all’Inpgi di costituirsi parte civile? E per questo motivo ha pagato un prezzo pesante al congresso Fnsi.

L’ISTITUTO E’ ALLO SBARAGLIO, I GIORNALISTI DEVONO PRENDERNE ATTO.

CI RIMANE UNA MISSIONE, SALVARE L’INPGI. È ANCORA POSSIBILE.

 

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