XXVII Congresso FNSI -
 Ordine del giorno per l’emittenza radio televisiva privata 


Approvato all’unanimità. Primi firmatari Letizia Mosca e Pierfrancesco Gallizzi 
Letizia Mosca al XXVII Congresso FNSI
Letizia Mosca al XXVII Congresso FNSI

Il settore dell’emittenza radio televisiva locale, che si stima conti 10 mila addetti tra giornalisti e tecnici, sta affrontando, in tutta Italia, una crisi senza precedenti. I fattori sono molteplici: il passaggio al digitale terrestre, che da una parte ha comportamenti cospicui investimenti per l’adeguamento tecnologico, dall’altra ha determinato forte incertezza, con la moltiplicazione dei canali e l’assegnazione ancora non definitiva delle frequenze; il crollo generalizzato del mercato pubblicitario e, non da ultimo, l’incapacità degli editori di immaginare modelli di business al passo coi tempi. Inoltre, la diversificazione di forme contrattuali al ribasso, come l’Aeranti Corallo (firmato dalla FNSI e ormai fermo da molto tempo) e l’FRT (non sottoscritto dalla FNSI, ma imposto ai giornalisti delle emittenti associate), non ha evitato la chiusura di molte aziende e la perdita di posti di lavoro.

Chi ha resistito ha fatto in questi anni massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga (perché il settore, come noto, non può contare sugli ammortizzatori tradizionali). Cassa integrazione e contratti di solidarietà, pur usati talvolta in modo improprio (come forma di finanziamento occulto alle imprese), hanno tuttavia evitato la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Nel 2015, però, il governo non rifinanzierà la solidarietà in deroga, mentre la cassa integrazione potrà essere concessa per un periodo non superiore a cinque mesi nell’arco dell’anno.

Date queste premesse, si impegna la nuova giunta FNSI:

– ad attivarsi immediatamente presso governo e parlamento per individuare forme di sostegno per i giornalisti delle aziende che sono esclusi dalle tutele della 416. Un’azione che deve avvenire in tempi brevissimi, pena l’ulteriore perdita di posti di lavoro;

– ad avviare una seria riflessione su un modello contrattuale omogeneo che possa essere applicato a tutto il personale giornalistico;

– ad attivarsi presso il governo per destinare risorse al sostegno dell’emittenza radio televisiva locale che produce informazione.

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